
In città si parla, si annunciano progetti, ma come sempre il tutto resta solamente un lontano miraggio. Alberghi e rigenerazione urbana, bellissimi progetti che potrebbero dare un volto nuovo alla città di Lecco, in zone ad oggi immerse nel degrado più assoluto. In primis parliamo ancora una volta, della rigenerazione dello storico palazzo in piazza Diaz a Lecco, sede del caffè Milano, e della ex sede Inpdap in via Aspromonte. Luoghi abbandonati, dimenticati e immersi nel degrado, davanti al comune sono alla conoscenza di tutti, le notizie di continue risse e degrado che proseguono fino in stazione. L’intera piazza, come si può vedere dalla foto, cambierebbe decisamente volto, con la palazzina che andrebbe ad ospitare un nuovo hotel in una posizione perfetta. Al momento tutto questo resta solamente una foto.
Spostandosi verso il Ponte Vecchio, abbiamo l’ex Inpdap. Edificio ormai fatiscente, abbandonato tra graffiti e clochard, proprio davanti ad uno dei pochi monumenti storici della città. Anche in questa sede, dovrebbe prendere luce una nuova struttura alberghiera di lusso. Bellissima idea, che al momento non trova aggiornamenti o novità, dunque tutto è fermo.
Ma non è finita qui, abbiamo altre zone della città al momento ferme, come l’ex Leuci, la Cava in via Cimabue a Belledo, ma anche le altre Cave a Chiuso o Maggianico. Tra i progetti in discussione, solo Rsa, palazzi residenziali o parcheggi, quindi idee pari a zero. Ma una città che vuole crescere, può presentare come ‘rigenerazione’, di un area industriale dismessa una Rsa? Mancano servizi a Lecco, si deve pensare ai giovani, creando strutture per loro. Un cinema, una sala giochi, se proprio è necessario edificare un edificio residenziale, apritelo e pensatelo per studenti o fuori sede.
Infine vogliamo crederci città turistica. Ok la progettazione di alberghi, ma poi cosa facciamo? Il turista che viene a Lecco cosa cavolo fa? Mancano servizi basilari, come negozi decenti o ristoranti, se non vengono creati spazi necessari per quest’ultimi resteremo sempre indietro. Si aspettiamo, ma se si aspetta troppo il turista scappa e non torna più, poi gli alberghi non serviranno più.